Stufe a pellet, un risparmio di 380 euro annui

stufe pellet fuoco e fiamme

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fonte qui http://www.smetteredilavorare.it/2013/08/conviene-stufa-pellet-risparmiare.html

stufe pellet fuoco e fiammeNon è facile determinare il consumo e il risparmio derivante dalle stufe a pellet, perché il rendimento e la capacità di generare tutto il calore di cui abbiamo bisogno, dipendono da moltissimi fattori. Prima di buttarci nei conti va specificato che la stufa a pellet non è un sistema che permette di riscaldare intere abitazioni di grandi dimensioni, esattamente come accade per la classica stufa a legna, stiamo parlando solo di un sistema integrativo, che può riscaldare gli ambienti più frequentati durante il giorno. Tuttavia, chi vive in piccoli appartamenti, diciamo di 60 o massimo 80mq, potrebbe ottenere tutto il calore di cui ha bisogno da questi dispositivi. Va ricordato che  il 30 % del calore prodotto dalla stufa rimane nella stanza in cui essa è situata, quindi gli open space sono l’ideale per una resa e un risparmio ottimale. I nostri conti saranno relativi alle stufe ad aria, cioè quelle che diffondono il calore per irraggiamento e tramite ventole, ma è bene sapere che esistono anche stufe ad acqua che, collegate alla caldaia, scaldano appunto l’acqua che circola nell’impianto di riscaldamento. La qualità della stufa è decisiva in questa valutazione, in commercio ne esistono numerosi modelli, saper scegliere la stufa a pellet giusta fa la differenza, sia in termini di resa, sia per la durata nel tempo. Anche la qualità dei pellet gioca un ruolo fondamentale nella capacità di riscaldare efficacemente gli ambienti; pellet economici producono poco calore, sporcano molto la stufa e si consumano rapidamente. Più avanti nell’articolo dedicherò un capitolo apposito su ciò che dobbiamo tenere in considerazione quando acquistiamo una stufa a pellet.

Iniziamo dunque a valutare se e quanto si risparmia con la stufa a pellet. Immaginiamo di voler riscaldare, per l’arco dell’intero inverno e una piccola parte della primavera e dell’autunno, i due locali che frequentiamo maggiormente durante il giorno e nelle ore serali, cioè la cucina ed il salotto. Ipotizziamo che, per una casa di grandi dimensioni, si tratti di una superficie di circa 60mq, mentre, per chi vive in appartamenti di piccole dimensioni, consideriamo questa metratura la complessiva dell’appartamento, con l’ovvio vantaggio di riuscire a scaldare, almeno in parte, anche la zona notte. Eseguiamo i calcoli immaginando di possedere una stufa a pellet di media qualità, che programmeremo per accendersi alle 7 del mattino, in modo da permetterci una colazione confortevole, e si spenga alle 7 di sera, così da sfruttarne il calore residuo fintanto che non ci corichiamo, limitando i consumi. Si stima un consumo medio di 15kg di pellet per 12 ore, cioè un sacco intero che, mediamente, per pellet di qualità discreta, ha un prezzo che si aggira attorno a 3,50 euro.

  • 1 metro cubo di metano sviluppa circa 10 kWh di potenza
  • 1kg di pellet sviluppa circa 4,8 kWh di potenza

Questo significa che ci vogliono 2,083 Kg di pellet per produrre lo stesso calore di un metro cubo di metano. Se, in un giorno, consumiamo 15Kg di pellet, significa che stiamo risparmiando 7,2 metri cubi di metano.  Siccome un metro cubo di metano costa circa 0,78€, abbiamo che  0,78 x 7,2  = 5,61 euro. In pratica, ogni giorno, invece di spendere 5,61 euro ne spendiamo 3,5 (il costo di un sacco di pellet da 15kg), con un risparmio quotidiano di 2,11 euro. Ipotizzando che, soprattutto nelle regioni del nord Italia, si incominci a riscaldare a metà ottobre e si smetta alla metà aprile (per un totale di 180 giorni circa), in un anno si ottiene un risparmio di circa 380 euro più le agevolazioni del CONTO TERMICO